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Chiesetta di San Valentino

Eretta alla fine del XIV secolo, la chiesetta è intitolata a San Valentino, martire al tempo dell’imperatore Claudio. 

L’attuale chiesetta è il rifacimento di un’antica cappelletta realizzata per “il mal delle bestie” (a protezione degli animali) dagli abitanti di Vigo Rendena, con il concorso di quelli di Darè e Javrè. Per questo motivo queste tre Comunità le sono particolarmente legate, anche per un particolare vincolo che già dal 1500 recitava «senza steccati nè pietre di confine ne attribuirono oneri per due parti a Vigo, una a Darè ed una a Javrè». Come attesta una pergamena esposta all’interno, il 20 luglio del 1406 la chiesa fu consacrata da Vitale Vescovo, suffraganeo del Principe Vescovo di Trento Giorgio I di Lichtenstein. L’edificio ingrandito nel 1864 presenta un piccolo campanile che accoglie la più antica campana delle Giudicarie; di forma allungata e fusione grossolana, ha incisa la data MCCCCXΛ (1415 o 1440). Sulla facciata esterna della chiesa appare l’iscrizione «glora et onore coronasti eum domine» (tu lo hai coronato di gloria e di onore), sovrastata da un dipinto che rappresenta un calice sotto cui sono incrociate una spada e la palma del martirio. Anticamente l’edificio era aperto nella facciata anteriore e, al pari di una tettoia, poteva dare ricovero ai passanti colti dal temporale. L’interno reca numerosi affreschi con didascalie in volgare, eseguiti nel 1539 da Simone Baschenis de Averara. Sull’avvolto vi sono una serie di affreschi che si estendono a sette piccole lunette. Sulla prima, a sinistra, sono raffigurati i dottori della Chiesa Ambrogio e Agostino, seduti e vestiti con paramenti episcopali. Sulla seconda campeggia sulle nubi l’evangelista San Matteo. La terza lunetta rappresenta l’Annunciazione. La quarta San Luca, in abito giallo-verde, con un bove alato ai suoi piedi; sostiene un cartiglio che riporta un’iscrizione latina dal significato “è maggior pericolo vivere malamente che morire subito”. La quinta lunetta rappresenta altri due dottori della Chiesa: San Tommaso abbigliato in veste cardinalizia e San Gregorio Magno in veste pontificale con un libro aperto in mano. Nella sesta lunetta si vede San Giovanni Evangelista, che poggia su una catasta di libri, in posa ispirata, nell’atto d’intingere la penna d’oca nel calamaio. L’ultima lunetta reca la figura di San Marco con al centro la figura di Cristo in gloria. Sulla parete di sinistra vi è un affresco del 1539 di Simone Baschenis che rappresenta il cortile di un castello con due torri, nella maggiore delle quali, attraverso la finestra con l’inferriata si scorge una figura con sotto la scritta: San Valentino. Nella parte destra si vede la sommità di un baldacchino giallo con mura merlate, con ai lati le teste di soldati armati di lancia. Di fuori, nel prato antistante il castello è presente un gruppo di soldati con un personaggio a cavallo che sembra dirigersi verso la prigione dove si trova San Valentino. L’iscrizione sottostante cita «come San Valentino viene liberato dagli infedeli…». Nel marzo 1979 la chiesa venne saccheggiata con l’asportazione dell’altare e della pala dorata fatta nel 1631 dall’intagliatore Giacomo Kosteller abitante a Borzago, dalla razzia si salvò solo la statua di San Valentino scolpita da suo figlio Francesco nel 1664. La chiesetta alpestre è meta di pellegrinaggi. Il giorno di San Valentino (14 febbraio) dopo la messa vi è il “bacio della reliquia” contenuta in un antico e pregevole reliquiario ed il tradizionale vin brulè, un tempo i giovani raggiungevano il paese di Vigo Rendena e di Darè con le slitte. In occasione della quarta domenica d’agosto (chiusura della fienagione), nel tardo pomeriggio, si celebra ancor oggi la messa . Regista delle celebrazioni è la Compagnia del Roft (ovvero del vòlt) di Javrè sorta per rinverdire e conservare le vecchie tradizioni locali, che nel 1988, donò alla chiesa l’attuale altare in larice massiccio e nel 1989 un nuovo leggio, anch’esso in larice massiccio. 

Tipologia di luogo
Chiesa
Collocazione geografica

Come arrivare

Pagina pubblicata Mercoledì, 16 Dicembre 2015 - Ultima modifica: Martedì, 17 Maggio 2016
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